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Realtà diverse

Reato di Deep Learning

“Tagli corto, signor Iterazione” risponde. “Sappiamo benissimo che lei in questa casa sta occultando un’intelligenza artificiale che può predire la fine delle pandemie”

Dlin dlon! Suona il campanello

– “Lei è in arresto!” mi dice l’agente
– “Ma come? Cosa avrei fatto?”
– “Tagli corto, signor Iterazione” risponde. “Sappiamo benissimo che lei in questa casa sta occultando un’intelligenza artificiale che può predire la fine delle pandemie”
– “Le giuro, non ne so nulla” rispondo mentre faccio un occhiolino all’intelligenza artificiale dietro la porta. “Prego, entri”.

Beviamo insieme un caffè, mi racconta di quando da piccolo guardava la Ruota della Fortuna e Ok il prezzo è giusto a casa della vicina che lo teneva mentre i genitori erano al lavoro. “Era tutto così bello e colorato” si confida “Una volta indovinai l’ultima vocale prima di Matteo Renzi”. 

Mi trattengo dall’osservare che fummo in tanti a farlo, e che eravamo ancora in quarta elementare. “Ma mi dica agente, cosa l’ha spinta sin qui?”.

“Ero tra i tanti che si abbonarono al Fatto Quotidiano prima che uscisse, sognavamo un mondo diverso”. Si asciuga le lacrime. “È rimasto tutto uguale a prima, e ora siamo ridotti a cacciare le Intelligenze Artificiali che si nascondono per la città.”

Frussshhh. L’intelligenza artificiale ha di nuovo scambiato lo scarico del cesso per la catena d’emergenza della sua astronave. Un brivido mi percorre la schiena. “La capisco, agente” intono a voce alta, “anch’io passo le giornate a rincorrere i bug dentro lo schermo”. Mi guarda, come se per la prima volta da troppo tempo qualcuno finalmente lo capisse.

“Non è la stessa cosa” risponde contrariato e con il labbro tremolante, “A lei un bug ha mai detto che avrebbe dovuto studiare materie scientifiche, mentre lei solo avrebbe voluto amare gli altri?”

Mi torna la memoria alle raccomandazioni vocazionali che mi consegnarono in terza media: “Si consiglia un istituto superiore a carattere tecnico o scientifico”. Solo anni dopo scoprí che era dettato dal mio sesso biologico.

Mento: “No, non posso capire, ma posso amarla”.

Inizia a piangere, l’intelligenza artificiale esce dal bagno e ci vede. Va in cortocircuito e mentre esplode esclama: “NON STANDARD. PROCESSO IN RIAVVIO”. 

Il Chromecast si accende e riproduce il video della discesa in campo di Berlusconi. Tutte le intelligenze artificiali all’unisono si mettono a cantare dai balconi “Meno male che Silvio c’è”.

Per un attimo diventa tutto bianco.

Puff. È di nuovo il 1994. 

Possiamo ricominciare da capo.

Insieme all’agente andiamo verso la scuola, per strada fischiettiando “Bandiera rossa”.

La maestra ci vede arrivare, sorride: “Privet, bambini” ci dice. “Da oggi niente costruzioni. Studieremo l’egemonia culturale, i rapporti di forza, il materialismo storico e l’asimmetria informativa.”

Foto: Rock’n Roll Monkey

Di Iterazione

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